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Quanti documenti scientifici sono passati sotto i nostri occhi in questi anni, da quando si è verificato il boom della CCSVI?
La necessità di poter discutere con un minimo di conoscenza scientifica con una casta neurologica arroccata a difesa della propria credenza negazionista ha costretto tutti noi ad improvvisarci ricercatori - nel senso primario di quelli che ricercano.
Siamo andati alla ricerca di tutto quello che potesse farci capire meglio cosa stava succedendo nel mondo, con obiettivi più o meno diversi.
Ci sono stati quelli che hanno cercato con curiosità critica, e quelli che spesso hanno nascosto gli occhi di fronte a quelle notizie che potevano essere 'non gradite'.

Come diceva Mark Twain, "ci sono tre tipi di bugie: le bugie, le maledette bugie e le statistiche".


 
 
Noi siamo convinti che il miglior modo per far sì che la CCSVI venga riconosciuta come patologia è informare correttamente le persone. La conoscenza comporta presa di coscienza. Persone informate e coscienti delle reali possibilità sono in grado di dialogare con la classe medica e di pretendere il rispetto dei loro diritti.
Oggi un neuro-sm ci deve pensare 2 volte prima di liquidare la CCSVI come una dibellata (con tutto il rispetto per il dr. Di Bella).
Nella nostra opera di informazione, ci teniamo distanti però dai pasdaran della CCSVI: quelli che accettano tutto a prescindere, quelli dalle certezze granitiche, quelli che hanno sempre la verità in tasca.
Noi preferiamo convivere con i nostri dubbi; e, proprio per questo, ci riserviamo il diritto di non accettare acriticamente tutto quello che ci viene raccontato.
E, poichè non consideriamo i nostri amici bambini da condurre per mano, ci sentiamo in dovere di trasferire anche su di loro le nostre non-certezze. Siamo giornalmente testimoni di troppe delusioni, delusioni che nascono da comportamenti ed informazioni di tipo miracolistico. Ecco perchè abbiamo sempre guardato con sospetto a certe trasmissioni televisive e a certe bacheche. Un paziente deluso diventa un testimonial dei no-CCSVI, per non parlare del suo dramma personale.
Noi auspichiamo che la ricerca vada avanti (Brave Dreams innanzitutto). Ma contemporaneamente non possiamo non apprezzare quei pochi medici che gestiscono la CCSVI in SSN tutti i giorni, non trincerandosi dietro inesistenti veti ministeriali.
E' grazie a loro, e ai pazienti che hanno accettato e continueranno ad accettare di fare volontariamente da cavia, se il prof. Zamboni non è finito fra le vittime della CCSVI.

 
 
Ogni tanto, per motivi - diciamo - professionali, mi sento in dovere di fare un giro per bacheche.
Una volta districatomi fra i tanti copia e incolla e le ripetizioni di studi che dimostrano che..., mi accorgo che esiste un argomento sempreverde : la guerra a/con aism.


 
 
Sono passati più di 3 anni da quando ho cominciato ad interessarmi della CCSVI.
Da quando questo acronimo era un termine per iniziati, di acqua sotto i ponti ne è passata tanta. Oggi non c'è un neurologo o un radiologo al mondo che possa dire di non sapere di cosa si tratti senza mostrare un minimo di imbarazzo.
Non esiste un convegno di neurologi, vascolari o radiologi nel quale non si sia reso obbligatorio dedicare uno spazio più o meno ampio per parlare della Insufficienza Cronica Cerebro Spinale, non fosse altro che per contestarne la sua logica.
La stessa Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) ha speso circa 2 milioni di Euro per dimostrare, con il suo Studio CoSMo. che si tratta di una patologia inesistente, con eroico sprezzo del ridicolo.

 
 
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Dr. Annie Brewster
Come la maggior parte medici, io sono una persona d'azione e sono sempre stata una studentessa "buona". Durante la mia formazione, ho perfezionato l'arte di fare felici i miei insegnanti. L'ho fatto alla Scuola Preparatoria, alla Stanford University e alla Harvard Medical School, con il massimo dei voti. Sono abituata a fare quello che ci si aspetta da me, e farlo bene. E godermi i premi di tale comportamento.

Ma ora, in quanto paziente con sclerosi multipla, mi trovo in un ruolo sconosciuto. Sto scegliendo deliberatamente di ignorare i consigli del mio medico. Egli vuole che io continui ad utilizzare un farmaco, ma io ho smesso un mese fa. Mentre confido che sto facendo la cosa giusta, non posso fare a meno di pensare che io sono una paziente "cattiva", una delusione
Il mio medico non mi ha rimproverato. Egli ha semplicemente espresso chiaramente il suo parere, come è giusto che sia. Eppure, sento una disapprovazione sottile e mi sento incompresa e ingabbiata, come se in realtà lui non vedesse il tutto di me.

Poiché io sto da entrambi i lati - come medico e paziente - sono particolarmente interessata ad esplorare questi sentimenti. Perché mi sento come una delusione? Sono veramente una paziente "cattiva"? Quando dobbiamo ascoltare i nostri medici, e quando non dovremmo? Come pazienti, siamo liberi di dissentire?


 
 
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Un recente Studio (indipendente), pubblicato su 'Multiple Sclerosis Journal'. ha trovato che non è insolito (unusual) rilevare miglioramenti a 1-2 anni nei malati di SM, in assenza di terapie con farmaci modificanti la malattia (DMD).

Background: Sperimentazioni cliniche e studi osservazionali riportano miglioramenti nella disabilità  della sclerosi multipla (SM) per effetto di farmaci immunomodulatori (IMD). Tuttavia,sono stati raramente esaminati  i miglioramenti naturali  in pazienti sena farmaco. Abbiamo studiato i miglioramenti annuali e biennali dei punteggi Expanded Disability Status Scale (EDSS) punteggi, utilizzando i dati della British Columbia, Canada.
Metodi: La Banca Dati SM della British Columbia comprende determinati pazienti affetti da SM (1980-2009). Sono stati esaminati IMD consecutivi senza punteggi EDSS a uno e due anni di distanza (± 3 mesi) ;  sono stati descritti miglioramenti (≥ ≥ 0,5, 1, ≥ 2 punti EDSS) e miglioramenti sostenuti (confermati ad un anno). L'influenza delle caratteristiche del paziente sui miglioramenti è stata esaminata utilizzando la regressione logistica.
Risultati: Dei 16.132 punteggi EDSS, 7653 annuali e 5845 EDSS intervalli biennali erano disponibili per 2961 e 2382 pazienti, rispettivamente. Tra gli intervalli di un anno, il 14,9% ha mostrato un miglioramento (≥ 0,5 punti), 8,3% ≥ 1 punto e 2,2% ≥ 2 punti di miglioramento, mantenuto in quasi la metà. Peggioramenti corrispondenti sono stati osservati nel 32,9%, 20,5% e 7,9% rispettivamente, con la stabilità in poco più della metà (53%). I risultati biennali sono stati simili. Caratteristiche generalmente associate con i miglioramenti inclusi: sesso femminile, la giovane età, durata della malattia inferiore, sclerosi multipla recidivante-insorgenza e la presenza di disabilità moderata (a fronte di lieve o avanzato) e un precedente episodio di peggioramento (dissociato da una ricaduta). Tuttavia, i miglioramenti sono stati osservati anche dopo periodi di stabilità e nella sclerosi multipla progressiva primaria.
Conclusioni: I miglioramenti nella disabilità della SM a oltre uno o due anni non sono insoliti. Noi suggeriamo di catalogarli come 'miglioramenti innati'. I nostri risultati hanno implicazioni per la progettazione di studi clinici e studi osservazionali nei miglioramenti nella SM basati sulla EDSS.

Prendiamo adesso in considerazione quest' altro studio, che analizza dati simili, per verificare se l' Interferone-beta sia stato in grado di rallentare la progressione nella SM.
La conclusione è che:
Per i pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, la somministrazione di interferone beta non era associato ad una riduzione della progressione della disabilità. 
Mettiamo assieme questi studi con quello del dr. Timothy Vartanian - una delle massime autorità mondiale nel campo della rigenerazione neurale - che afferma, fra l'altro :
È stato dimostrato che la rimielinizzazione avviene nelle lesioni, anche quando i macrofagi sono presenti. Il grado di rimielinizzazione varia notevolmente da paziente a  paziente, ma si può quantificare in circa il 20% dei casi. 
Quale è la logica conseguenza?
Che tutti i dati sulla efficacia (termine già di per se stesso poco esplicativo) - per quanto minimi e per quanto dubbi - che ci sono stati propinati negli ultimi decenni, in effetti potrebbero dipendere per la maggior parte da quello che l'organismo umano riesce a fare da solo.
Se così fosse, il farmaco sarebbe in effetti un parassita, in quanto vivrebbe solo grazie al lavoro di qualcun altro.
Certo, forse il più costoso parassita mai scoperto, e con tanti spiacevoli effetti collaterali.
 
 
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Questo articolo, relativo ad uno studio pubblicato su Nature Medicine, ha un titolo che metterà sicuramente in crisi molti rapporti paziente-medico:
"E' stato dimostrato che un elevato apporto di colesterolo è efficace per riparare i danni al cervello"
Molti di voi si staranno chiedendo: ma come, se il mio medico continua a dirmi che devo tenere il livello del colesterolo sotto 180!
Per la precisione, quelli con qualche anno in più sulle spalle si ricordano che questo valore è sceso dai 240 a 220 e poi a 200 e poi ai 180 attuali.
Qualcuno ogni tanto ci ha provato a dire che si trattava di una grande campagna di marketing, per creare una ricca categoria di malati cronici, costretti a d assumere un ulteriore farmaco a vita. Una panoramica al riguardo si può avere leggendo questo articolo del 2006, o quanto riportato su questa pagina.
Ma torniamo al nostro studio, di cui traduco le parti più interessanti.


 
 
L'8 Febbraio scorso avevo scritto una nota, a seguito dell'attacco congiunto da parte di SIN e AISM, in merito alla campagna SMS lanciata da CCSVI nella SM a sostegno di Brave Dreams.
Chiudevo quella nota, ponendo questo interrogativo: " Quindi chi è il vero destinatario del comunicato 'congiunto' ?"
La risposta potrebbe essere in questa notizia, relativa al fatto che AISM ha trascinato in giudizio CCSVI nella SM per il contenuto di quella campagna, con messaggi non corretti e potenzialmente pericolosi per i malati di sclerosi multipla.
Il destinatario era il giudice!
E il giudice ha convocato le parti e ha detto loro qualcosa tipo "Insomma, ragazzi, pensate che abbiamo già abbastanza poche cause civili in Italia, per perdere tempo dietro delle cose che non stanno nè in cielo in terra? Andate al bar qui di fronte, e vedete di portarmi un foglietto, con il quale dichiarate che vi siete messi in qualche modo d'accordo, e così io torno ad occuparmi di cose serie."
Il Signor Giudice mi scuserà per questo mio modo di tradurre quello che sicuramente lui avrà detto in modo altamente professionale e giuridico. Ma sono certo che comprenderà che questo mio parlare terra-terra è perfettamente in linea con il pensiero sottostante la denuncia.
Adesso che abbiamo forse capito chi fosse il destinatario di quei comunicati congiunti, la domanda diventa un' altra:
Quale è l'obiettivo di questa strategia mediatico-giudiziaria?
LA RISPOSTA ALLA PROSSIMA PUNTATA!
Nel frattempo, mi permetto di suggerire alla bravissima Presidente Gisella Pandolfo di trovare un'ottima squadra di demolitori, perchè, se è vero che "i muri soffocano le persone e le privano della speranza", è anche possibile che, se non si sta attenti, si può rimanere soffocati sotto le macerie.
 
 
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I malati di SM, negli ultimi anni, si sono spesso trovati a dover affrontare scelte terapeutiche di notevole importanza; scelte che avrebbero potuto impattare non solo sul decorso dell malattia ma anche sulle loro aspettative di vita.
Una di queste scelte è collegata con il Tysabri, un farmaco che, nell'immaginario collettivo del malato, ha diverse facce.

  • Quella rassicurante del più famoso luminare italiano nel campo della SM  "La completa libertà dall'attività di malattia raggiunta con Natalizumab in un'ampia percentuale di Pazienti," - afferma il Prof. Giancarlo Comi, Professore Ordinario di Neurologia, Università Vita e Salute San Raffaele di Milano - "diverrà il nuovo obiettivo con cui misurare l'efficacia terapeutica nella Sclerosi Multipla. Indicativi sono i risultati ottenuti alla Risonanza Magnetica: al 1° anno di terapia il 63% dei Pazienti non mostra attività di malattia rispetto al 24% del gruppo placebo, dato ulteriormente migliorato al 2° anno quando l'85% dei Pazienti raggiunge questo importante traguardo rispetto al 26% dei Pazienti in placebo" 
  • Quella da spot alla Mulino-Bianco di AISM Una giornata diversa dalle altre: “Tysabri Day"
  • Quella terrorizzante della lista in continuo aggiornamento dei morti da farmaco  "Alla data dell'1 Marzo 2012, ci sono stati 212 casi di PML, dei quali 122 nell'area dell'Unione Europea (EEA), 80 negli USA and 10 nel resto del mondo. 46 dei 212 pazienti con PML sono morti"
Adesso vengo a sapere  che a suo tempo  Ashton Embry aveva raccontato una storia molto poco edificante, a proposito di Tysabri.
La storia di come i più alti vertici di Biogen a suo tempo si arricchirono, con vendite sospette delle loro Stock-Option, proprio nei giorni precedenti l'annuncio del ritiro dal mercato di Tysabri, dopo i primi casi di PML.
Questa storia potete leggerla QUI

Leggi anche QUI
 
 
Ho ricevuto questo messaggio da Anna (nome di fantasia, in quanto sono stato autorizzato a pubblicare il messaggio ma non il nome).
"Matteo, sono in una grande confusione con la sperimentazione del Professore Zamboni. Mi è stato chiesto se voglio partecipare. Ero molto felice per questa telefonata. Ma poi ho scoperto dalle informazioni pubblicate sul sito della tua associazione che una parte dei partecipanti farà da gruppo di controllo, e che quindi potrei essere sottoposta ad un finto intervento.
Io non me la sento di correre il rischio di dovere attendere per altri 2 anni. Nel complesso sto abbastanza bene rispetto a tanti altri. Prendo copaxone, e ogni mese mi riprometto di smettere, ma poi ho paura a farlo.
Io ho già fatto l'esame a pagamento, e so di avere la CCSVI. Ma questo il mio neuro non lo sa.
Certo, se fossi accettata, dopo l'intervento potrei farmi ricontrollare, e se scoprissi di avere le vene come prima potrei farmi operare da qualche altra parte.
Ma, sarebbe onesto verso il professore Zamboni, che io stimo ed ammiro moltissimo?
Ho un intervento prenotato a [
omissis], e non vorrei perdere il mio turno.
Tu cosa mi consigli?"